Krisiun – Scourge of the Enthroned


Recensioni / mercoledì, settembre 26th, 2018

A pensarci bene, non è che “Forged in Fury” fosse ‘sto gran lavoro. Noioso, spompato, privo di idee, con un Alex Camargo poco incisivo e composizioni non particolarmente convinte.

E a pensarci meglio, le prime avvisaglie si sentivano già da “The Great Execution”, un lavoro dove la band sperimentava nuove vie (composizioni relativamente più riflessive e di lunga durata) riuscendo discretamente nell’intento ma fallendo dove di solito eccellevano, ovvero nei brani più incazzati e deflagranti.

L’attesa per “Scourge of the Enthroned” non era di quelle spasmodiche, ecco. Per lo meno non a casa del sottoscritto.

Ma visto che un ascolto non lo si nega a nessuno (vedi Deicide, ahimè) chi scrive si è trovato a cliccare play sull’anteprima “Demonic III”, e in pochi secondi il suo scetticismo si è trasformato nel sorriso ebete di un 12enne di fronte al primo video di Sasha Grey. E dopo un minuto era già scattato l’acquisto.

Risultati immagini per krisiun scourge

 

Perchè con “Scourge of the Enthroned” i tre brasiliani sembrano ringiovaniti di 15 anni minimo: dimenticate le incertezze delle due prove precedenti, il nuovo disco segna il ritorno ai tempi di “Ageless Venomous” (ma con una migliore produzione, per fortuna) e “Conquerors of Armageddon”, e scusate se è poco.

I tre fratelloni asciugano le composizioni  e la tracklist (solo 8 pezzi), puntando dritto al sodo con un lotto di brani ottimamente scritti e suonati dove ritroviamo i Krisiun che abbiamo sempre amato: un lavoro di chitarra convulso, lacerante e serrato, un drumming forsennato ed il velenoso growling di Camargo. Tutto al posto giusto e nelle misura giusta, per un disco che idealmente non aggiunge nulla di nuovo a quanto detto dai tre durante la loro lunghissima carriera, ma che è una testimonianza innegabile dell’ottimo stato di salute della band.

Forti di una produzione di buon livello, legnate quali la Title-Track, “Demonic III”  (riff iniziali da tramandare ai posteri) o la conclusiva “Whirlwind of Immortality”, con il suo riffing vorticoso da capogiro, sono solo i tre pezzi migliori di un disco che non possiede cadute di tono e non annoia un millisecondo.

Una meravigliosa, esaltante sorpresa quella che ci hanno fatto i Krisiun nel 2018: se siete cresciuti con i primi tre album di Camargo e soci e se avete sempre perso la testa per il loro death metal senza compromessi, “Scourge of the Enthroned” è un disco assolutamente da non perdere.

Se invece non avete mai apprezzato i tre brasiliani, beh, siete semplicemente delle brutte persone.